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Tutte le regole della fase 2: visite consentite ai parenti ma non agli amici



Parte la Fase2: per andare al lavoro e per passeggiare non servirà il certificato.


I chiarimenti tanto attesi sono arrivati a 24 ore dall’inizio della Fase 2 e non senza fibrillazioni nel governo per le interpretazioni più o meno restrittive da dare ai punti di dubbia interpretazione del nuovo Dpcm che sarà valido da domani e fino al 17 maggio. Le nuove Faq, risposte alle domande frequenti, sono pubblicate sul sito del governo. Mascherina in ogni luogo chiuso e distanza di almeno un metro sempre, anche con i “congiunti” che si potranno incontrare ma sempre e solo per situazioni di necessità. Familiari certo, persone con cui si ha un legame giuridico, ma anche conviventi, fidanzati e compagni. Tra le persone con cui si è legati «da un solido legame affettivo», precisano a sera fonti di governo, non sono invece da ricomprendere gli amici. E poi il braccio di ferro sulle seconde case: nel decreto è scomparso il divieto esplicito al trasferimento che c’era invece in quello che scade alla mezzanotte. Prima Palazzo Chigi spiega che lo spostamento nelle seconde case ma all’interno della stessa Regione è consentito, ma il ministro della Salute Speranza tira il freno a mano e in serata fonti del governo correggono: «I motivi che rendono legittimi gli spostamenti restano quelli del lavoro, della salute e della necessità. Spostarsi alla seconda casa non è una necessità». Ma Sicilia e Sardegna hanno già autorizzato. Possono invece tornare a casa coloro che sono rimasti bloccati in un’altra città in tutte queste settimane di lockdown. Anche spostandosi da una Regione all’altra. Ma poi — sottolinea Palazzo Chigi — dovranno rimanere nella Regione in cui si trovano e, come per tutti gli altri, potranno muoversi solo per ragioni di lavoro, salute o urgenza. Per lo sport e le attività motorie cadono i limiti di distanza, si potrà andare a correre o in bici ma anche a nuotare lontano da casa e riprendono tutte le discipline individuali. Ecco tutte le regole.

Le mascherine

I dispositivi di protezione individuale saranno obbligatori in tutti i luoghi chiusi accessibili al pubblico, nei mezzi di trasporto, in tutti gli esercizi commerciali. Tranne che per i bambini sotto i sei anni e per i disabili con problemi specifici. Si potrà farne a meno in strada o per fare sport. Ma i cittadini dovranno fare i conti con le ordinanze più restrittive di alcune regioni che le prevedono obbligatorie anche per strada. Nei luoghi di lavoro valgono i protocolli aziendali. Il governo ha previsto un prezzo fisso di 0,50 centesimi.

Gli spostamenti

All’interno della Regione ma sempre e solo per motivi di lavoro, salute o necessità anche se tra questi ultimi le possibilità sono molto aumentate. Tra gli spostamenti per necessità vanno ricompresi infatti gli incontri con i congiunti e naturalmente quelli per recarsi in ogni genere di esercizio commerciale aperto; dunque non solo supermercati, edicole e farmacie ma librerie, cartolerie, negozi per bambini, concessionarie auto e bar e ristoranti per l’asporto. Oltre che naturalmente per le attività motorie.

I congiunti

Palazzo Chigi fa solo parzialmente chiarezza. In assenza di una definizione giuridica, dà questa indicazione. «I coniugi, i partner conviventi, i partner delle unioni civili, le persone che sono legate da uno stabile legame affettivo, nonché i parenti fino al sesto grado (come, per esempio, i figli dei cugini tra loro) e gli affini fino al quarto grado (come, per esempio, i cugini del coniuge). Ma chi sono le persone «legate da uno stabile legame affettivo?». Fidanzati e compagni sì ma, precisa il governo, «per relazione stabili affettive non si intendono gli amici».

Le seconde case

Prima consentite, poi negate. Sparito nel Dpcm il divieto esplicito a trasferirsi, prima Palazzo Chigi chiarisce che all’interno della Regione lo spostamento si intende permesso, poi su pressione del ministro Speranza cambia idea. Fonti del governo precisano: «I motivi che rendono legittimi gli spostamenti restano quelli del lavoro, della salute e della necessità. Spostarsi alla seconda casa non è una necessità». Ma visto che nel decreto un divieto non c’è, Sicilia e Sardegna hanno invece autorizzato il trasferimento stagionale.

L'autocertificazione

Formalmente gli spostamenti devono ancora essere giustificati con il modulo di autocertificazione che, però, nella sua formulazione ultima non prevede le novità del nuovo decreto. Si attende la circolare del Viminale ai prefetti, ma potrebbe bastare qualche correzione sul vecchio modulo. In ogni caso il governo ha specificato che per chi va al lavoro sarà sufficiente esibire un tesserino e potrebbe non servire per andare a fare sport o al parco. Anche i controlli saranno più mirati ad evitare assembramenti.

I trasporti

Aerei e treni restano ancora con grandissime limitazioni ma, gradualmente aumentano le corse. Oltre a mascherine obbligatorie, la raccomandazione di guanti monouso, dispenser per frequenti igienizzazioni delle mani e distanziamento, una tra le principali novità riguarda l’introduzione del biglietto elettronico nominativo sia per le Frecce sia per gli Intercity, per i quali la prenotazione diventa obbligatoria. Ancora ridottissimi invece i collegamenti con la Sicilia e la Sardegna.

Attività motorie

Attività motorie e sport individuali finalmente liberi, senza più la limitazione della distanza. Si potrà andare a correre, a piedi, in bicicletta ma anche a nuotare, in canoa, surf, il golf dove si vuole nell’ambito della Regione e sarà consentito anche spostarsi con un mezzo, ad esempio, per raggiungere il lungomare o il sentiero di montagna su cui correre. Sarà necessario tenere i due metri di distanza in caso di sport, di un metro in caso di passeggiata tranne che con i conviventi. In alcune regioni, come la Sicilia, consentito anche il tennis.

Parchi e giardini

I sindaci da domani potranno riaprire parchi, ville e giardini, dove sarà consentito andare tenendo sempre ben presente il divieto di assembramento. Saranno intensificati i controlli e se non si riuscirà a garantire il distanziamento sociale i sindaci potranno richiudere. Sarà consentito anche ai bambini tornare a giocare nei parchi, accompagnati sempre da un adulto. In tutte le città i sindaci hanno predisposto piani di contingentamento e di prenotazione degli ingressi nelle aree verdi destinate alle famiglie.

I cimiteri

Per il momento, il governo ha dato l’ok solo alla riapertura dei cimiteri (sempre con obbligo di distanziamento e ingressi contingentati) e alla celebrazione dei funerali e delle messe esequiali con un protocollo specifico: partecipazione consentita solo a 15 persone con obbligo di indossare mascherina e guanti, meglio se in uno spazio aperto e con divieto di corteo funebre. Vietato scambiarsi il segno della pace. Per la ripresa delle messe non c’è ancora una data certa, forse il 24 maggio, ma la Sardegna le consente da lunedi.

I negozi

Per il momento, il governo ha dato l’ok solo alla riapertura dei cimiteri (sempre con obbligo di distanziamento e ingressi contingentati) e alla celebrazione dei funerali e delle messe esequiali con un protocollo specifico: partecipazione consentita solo a 15 persone con obbligo di indossare mascherina e guanti, meglio se in uno spazio aperto e con divieto di corteo funebre. Vietato scambiarsi il segno della pace. Per la ripresa delle messe non c’è ancora una data certa, forse il 24 maggio, ma la Sardegna le consente da lunedi.

Gli studi professionali

Ripartono anche tutti gli studi delle attività professionali private, architetti, commercialisti, ingegneri, consulenti, collaudatori, studi legali. E anche i restauratori, specificano le Faq di Palazzo Chigi. Riprendono anche le attività degli studi medici specialistici e scientifici che fino ad ora si erano limitati alle urgenze. I dentisti stanno mettendo a punto un protocollo particolare. Nel Lazio ricomincia anche l’attività sui set cinematografici. Sempre consentito il lavoro di colf e badanti anche se non conviventi.

I rientri dei fuori sede

l ritorno a casa sarà consentito, anche se prevede uno spostamento tra regioni diverse. Palazzo Chigi chiarisce il senso: «Vogliamo permettere a chi è rimasto bloccato dal lockdown di tornare a casa, ma per restarci, non per fare avanti e indietro». Quindi una volta che si sia fatto rientro non saranno consentiti spostamenti al di fuori dei confini della Regione in cui ci si trova, se non per lavoro, salute o urgenza. Molti governatori del sud hanno previsto l’obbligo di quarantena per chi arriva da altre regioni.

Fonte: repubblica.it


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