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Guerra in Ucraina: la Russia si ritira… ma c’è poco da fidarsi

Il ministro della Difesa russo e il comandante delle operazioni russe in Ucraina hanno annunciato pubblicamente il ritiro da Kherson. Da settimane l’esercito ucraino stava avanzando verso la città ed era pronto a liberarla. Il ritiro russo da Kherson è una sconfitta per la Russia perché la città era importante in termini strategici e simbolici. Ma Zelensky ha paura che la decisione russa, sia solo un modo per prendere tempo e riorganizzare le truppe, in vista di una futura, più potente, controffensiva.



Al 259° giorno, la guerra in Ucraina ha visto una potenziale svolta, con l’annuncio del ritiro russo da Kherson sotto la pressione delle truppe di Kiev. Kherson è una delle prime città ucraine a essere stata conquistata dalle truppe russe dall’inizio dell’invasione di febbraio 2022. L’operazione di ripiego non è stata ancora completata e da parte dei vertici militari del Paese invaso rimane cautela sulle mosse degli aggressori, che potrebbero risultare motivate da una reale debolezza ma anche essere il frutto di una tattica per minimizzare le perdite e attirare il nemico in una trappola.


La comunicazione a sorpresa è arrivata dal ministro della Difesa, Sergei Shoigu, il quale in diretta tv ha reso noto l’avvio della smobilitazione dalla riva occidentale del Dnepr, dopo aver accolto la proposta del comandante delle forze russe in Ucraina, Serghei Surovikin, di organizzare la difesa lungo la sponda orientale del fiume.


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